Due cuori e un... architetto

Due cuori e un... architetto

Non partite mai dal presupposto che una casa, per essere bella, debba per forza passare dalle mani di un architetto. Pensate invece che sistemare il vostro nido sarà un’esperienza piacevole, un momento importante da condividere e un’occasione unica per esprimere la vostra creatività di coppia. Tenete poi presente che dialogare, scambiarsi opinioni, consultare riviste, visitare negozi d’arredo, è più che sufficiente per raggiungere risultati eccellenti. Se poi disponete di tempo per cercare con calma ciò di cui avete bisogno, è chiaro che sceglierete colori e materiali con maggiore sicurezza, alla giusta cifra. L’architetto si rende invece indispensabile quando nella vostra futura casa non ci sono da risolvere solo problemi di normale manutenzione. In presenza di lavori straordinari (e significativi), l’intervento di un esperto si rende indispensabile. E, a conti fatti, un professionista preparato e disponibile vi farà risparmiare: sicuramente tempo, certamente arrabbiature, e in alcuni casi anche denaro.
Il termine “manutenzione straordinaria” implica modifiche murarie, lavori per i quali occorre richiedere speciali permessi. Solo l’architetto, oltre ad avere le capacità progettuali, conosce norme e formalità per compilare le pratiche da sottoporre agli uffici del Comune. Quando poi si rendono necessari interventi consistenti, da affidare a un’impresa, il suo lavoro è determinante. Va coordinata l’opera delle maestranze e rispettati tempi e costi. Diversamente ci si può trovare in una situazione difficile da controllare. È consigliabile dunque valutare ogni aspetto.

LE REGOLE AUREE
Se avete deciso di rivolgervi a un professionista, è fondamentale che vi fidiate di lui. Ma se non riuscite a stabilire subito un’intesa, è opportuno (per voi e anche per lui) che ne troviate un altro: meglio fermarsi subito, se l’accordo non è più che completo.
L’architetto-amico presenta sicuramente dei vantaggi. È molto probabile che siate sulla stessa lunghezza d’onda e che riusciate a comunicare meglio con lui. Considerate però che un’eccessiva confidenza può generare inconvenienti: non poche persone hanno rotto sodalizi decennali con l’amico architetto.
In tutti i casi, già al primo incontro, bisogna presentarsi con le idee chiarissime. Meglio abbondare in partenza con le richieste, più che dettagliate. Evitate di proporre troppi cambiamenti a lavori iniziati e compilate un elenco scritto di tutti i “desiderata” per ogni singolo ambiente. Volete inserire alcuni mobili di famiglia? Fornite le misure di credenze e trumeau: l’architetto valuterà le coordinate volumetriche per inserirli al meglio. È bene anche informarvi per tempo circa la durata dei lavori: stipulate un vero e proprio contratto con l’impresa, onde evitare sorprese.
Un altro punto importante: il preventivo. Con attenzione, anzi, pignoleria, valutate i costi delle singole voci del capitolato, che deve comprendere tutto. Sappiate, poi, che per quanto riguarda i compensi, gli architetti, di norma, fanno riferimento a un tariffario ufficiale. A meno che non si tratti di Renzo Piano o di Frank Gehry … tutto è relativo! Forse, ammesso che riusciate a contattarli, è probabile che vi dicano che sono impegnati per i prossimi cinquant’anni.

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